Come stai?

Male. 

In equilibrio precario, come il nome incollato sghembo sul campanello dei 30 metri quadri in cui ora abito. Provvisorio, incerto. Con quell’accento – da sempre causa dei più noiosi inconvenienti – aggiunto con un pennarello e simile ad un insetto spiaccicato. 

In una casa piena di mobili d’altri e vuota di ricordi e momenti miei. Con una cucina dove non cucino ed un terrazzo più grande dell’appartamento, beffardo. 

Una casa troppo piccola per contenere le dimensioni del mio disagio. Una casa che non riesco a chiamare casa. 

Vado su, sto tornando là, sono arrivata. Casa non posso pronunciarlo. Casa non sono quattro mura e un tetto. Casa era altro. 

Ti dicono: devi ripartire da te stessa, devi darti tempo, parti dalle piccole cose, prenditi cura di te…

Una laurea in psicologia e anni di psicoterapia non mi hanno consegnato in mano alcun libretto di istruzioni. 

Lunghe notti trascorse a giocare a briscola con gli unici amici che non mi abbandonano mai: Angoscia e Senso di Fallimento. 

Giorni lenti, che mi passano davanti e a cui non voglio partecipare. 

Come stai? Bene grazie.

Ti stai abituando? Sì grazie, piano piano va meglio.

Domande ricorrenti, risposte di circostanza, sorriso che è più una paresi. 

No, non ti abitui. Al massimo ti rassegni, ti adegui. E lasci sfilare i giorni. 

Da alcune ferite non si guarisce, si può solo sperare che la cicatrice non resti troppo evidente. 

Non chiedetemi come sto. 

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4 thoughts on “Come stai?”

  1. Leggo da un po’ il tuo blog, ma credo di non aver commentato finora, forse perché sono convinta che nella vita degli altri si debba entrare con grande cautela (visto che non ci conosciamo). Però stavolta volevo lasciarti una piccolissima cosa in cui credo: hai il diritto di star male. Non bisogna dare giustificazioni, sentirsi in colpa, sentirsi sbagliati per questo. La vita non è una performance. Ti mando un abbraccio virtuale :-)

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  2. Non ci siamo mai conosciute di persona ma ti giuro che mi verrebbe da prendere un treno e venire lì a … a… bo non so nemmeno io a far che… a rendere meno lunga almeno una tua giornata e magare riuscire a strapparti anche un sorriso (dicono che sono simpatica.. dicono!) ;)
    Ti abbraccio

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